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Ballerini prigionieri dei passi

Chi condivide lo spirito di Porto Tango non può accettare un tango “recluso” vincolato da scelte stilistiche, accetta invece umilmente il divenire degli eventi, li osserva, trae il meglio li plasma sul corpo e li redistribuisce per creare la propria personalità o il proprio stile..!

Tralasciando per un momento la parte poetica ed entrando nel lato tecnico del tango dobbiamo distinguere in modo netto i ruoli dell’uomo da quello della donna.. Oggi parlo dell’uomo nel tango… che dovrebbe condurre la ballerina attraverso un percorso formato principalmente da passi… Inizialmente l’uomo sarà principalmente concentrato nel ricordare schemi e “figure” da proporre alla donna… trascurando completamente la parte alta del suo corpo… egli penserà quasi esclusivamente a dove devono andare i piedi… non immaginando che tutto quello che arriva ai piedi è dettata prima dalla mente, poi dal busto per attraversare tutto il corpo e solo alla fine arrivare ai piedi.

il senso musicale, lo stile, la poesia, la consapevolezza della dissociazione, della marca, della donna che dobbiamo condurre, arriverà dopo e sono parte del percorso di crescita del ballerino.

Saper stupire una donna “nel tango” significa sorprenderla, uscire dalla consuetudine dei passi preconfezionati a cui noi stessi l’abbiamo abituata, farle fare una semplice pausa diversa da quella che facciamo di solito è già percepita come una variazione… Purtroppo la vita che conduce una persona è sempre più legata a schemi e poco alla fantasia, alla vita vissuta… esercitare questa capacità migliora noi stessi e le nostre relazioni..

Giovanni