portotango.it@gmail.com (+39) 388.9231551

L’oceano e il tango

La Vastità dell'oceano tango è documentata da una letteratura enorme, chi è convinto di conoscere il tango perché magari lo balla discretamente da 10 anni ha solo un'allucinazione che spero per lui sia temporanea... 

I più grandi maestri, esponenti e cultori del tango si definiscono come diceva un grande "vecchio" del Tango "umili servitori del tango". Anche i musicisti più famosi si consideravano solo viti "tornillos"  di quella "macchina tanguera" enorme che è composta da Poesia, Musica, danza ed atmosfera.

Quello che possiamo fare noi musicisti, ballerini e poeti è contemplare questo immenso oceano tango... e navigarci sopra e nelle sue profondità senza avere la pretesa di poterlo capire fino in fondo... ma solo di poterlo navigare godendo delle sue bellezze sonore, dei suoi finali improvvisi, delle sue poesie, della luce delle milongas e dei ballerini che le popolano.

Proprio come nella vita il tango ci riserva sempre delle sorprese, confrontarsi con una donna è un'esperienza unica anche se solo per tre minuti. I ballerini più introspettivi possono percepire dal solo modo di abbracciare delle sensazioni uniche che ci permettono talvolta di entrare uno nei pensieri dell'altro...

La Vastità dell'oceano tango è misteriosa come le menti umane che lo hanno generato, è irrazionale, incontrollabile... così come l'animo umano è imprevedibile ed imperscrutabile in quanto nemmeno noi sappiamo cosa siamo e vogliamo realmente. 

 

Giovanni Bovolenta

 

Tango alla deriva… dinosauri, perle o diamanti

Ballando ed osservando tra milonghe ho notato una pericolosa deriva che si sta generando nel tango.

La mancanza di umiltà prima ancora della cultura “tanguera” porta ad una visuale superficiale e leggera del tango…

Non discuto nemmeno della stupidità di chi è convinto di conoscere la verità nel tango e che ritiene addirittura contagiosi tutti coloro che non fanno parte della loro “setta”.. Questi sono talmente miopi da non concepire un’evoluzione del tango stesso ed arrivando a pensare di voler cristallizzare un movimento come il tango…

Purtroppo chi dovrebbe essere responsabile di insegnare “bene” il tango spesso si adatta al mercato che chiede dei “passi” sempre più complessi talvolta estemporanei e senza senso… il “passo” è come un bel brillante e forse va regalato alla persona giusta ed al momento giusto… se regalassimo un gioiello da 100.000 euro ad un bambino di 3 anni non avrebbe più valore di un dinosauro di plastica…

E’ normale che chi inizia ad insegnare il tango anche dopo 2, 3, 5, o 10 anni non possa avere una conoscenza completa della materia, L’insegnamento è un talento innato e soprattutto si acquisisce attraverso una lunga pratica dove gli allievi attraverso le loro domande insegnano tantissimo al maestro ed il maestro insegna agli allievi…

per non lasciare andare il tango alla deriva maestri ed allievi devono impegnarsi giorno dopo giorno nel far rispettare le regole delle milongas, nel comunicare i valori profondi del tango e ad ogni livello di classe scegliere il linguaggio più adatto alla comprensione del tema, regalando di volta in volta dinosauri, perle o diamanti.

Giovanni Bovolenta